Itinerari - Costa del Salento and Grecia
Gli itinerari mostrati sono solo indicativi e rappresentano solo un suggerimento per una crociera settimanale in barca a vela.
Isola dai molti miracoli: il giorno della Vergine Maria, il quindici di agosto, i serpenti entrano nel villaggio di Markopoulo, benedicendo la chiesa dedicata alla madonna con la loro presenza. C'è un fiore sull'isola che fiorisce soltanto in quel giorno. Il corpo ben conservato del santo patrono dell'isola, Gerasimos, viene trovato qualche volta con un mucchio di alghe sui piedi, e la tradizione popolare vuole che sia perchè si recherebbe a far visita ai santi amici delle vicine isole di Zante e Corfù. L'acqua di mare che sparisce sotto terra a Katavothres spunta fuori dall'altro lato dell'isola. Ha un tipo di abete che cresce soltanto qui e da nessun'altra parte nel mondo. Ci sono cavalli selvaggi sul fianco della montagna e capre e conigli con denti dorati per via dei minerali presenti nel terreno. Nel mare nuotano la tartaruga Caretta Caretta, i delfini e la foca monaca, e le acque dell'isola sono considerate fra le più pulite al mondo. Spiagge meravigliose, una caverna sotterranea con il lago, la tomba di Odysseus, il paesino di pescatori Fiscardo, i vini Robola e Calliga, la pietra di Lord Byron.L'isola è purtroppo anche tristemente famosa per la storia della seconda guerra mondiale che qui vide l'eccidio di 11.700 italiani.
Pur essendo lontane dal fulcro del turismo balneare ellenico, il Mare Egeo con i suoi arcipelaghi, le isole ioniche hanno via via assunto un ruolo sempre importante nel panorama del turismo europeo, forti della possibilità di offrire mari incontaminati tra rocce e bianche spiagge, in un contesto naturale unico, con fitti boschi e densa vegetazione mediterranea, particolarità non comuni tra le isole egee, piuttosto aride.
Corfù (Kerkyra) è sicuramente l’isola della Grecia più visitata, è il classico punto di arrivo, anche per chi ha come meta finale la Grecia continentale. Conserva ancora un’impronta veneziana, qui la Serenissima ha dominato a lungo e il gran numero di ulivi dell'isola nasce da una precisa volontà dei Dogi di Venezia. Molto nota inoltre come meta ambita dai giovani, grazie alla vita notturna foraggiata da tantissimi locali notturni, taverne, ristoranti, bar e discoteche, per le spiagge affollatissime e anche per altri arenili poco frequentati ma non per questo meno spettacolari: basta cercare con pazienza e Corfù vi regalerà il vostro angolo di paradiso e tranquillità. Alcuni trovano l'isola troppo affollata durante i mesi estivi e di fatto i molti anni di turismo hanno lasciato il segno. Nonostante ciò la natura verde ed il panorama sono eccezionali, e l'isola è meravigliosa da percorrere ed esplorare. Molti isolani vivono del turismo, ma anche l'agricoltura è un'importante fonte di reddito. Il terreno è molto ricco ed il clima umido, i raccolti perciò sono abbondanti. Vengono prodotti olive, frutta, spezie e vino e molti abitanti si sostengono pescando o lavorando alle barche durante l'inverno.
Othoni
E' il punto più occidentale della Grecia. L’isola si estende su 10,8 km quadrati con un perimetro costiero di 30 km , dominata da morbidi colli che toccano i 400 metri di altezza , ed è la più grande delle tre isole che compongono le Diapontia. Trattasi di una magnifica meta turistica, ideale per viaggi in barca a vela, camminate e la pesca. Alla roccia dura, lucente di cristalli di sale, si alternano la ricca vegetazione mediterranea, caratterizzata dalle rigogliose piantagioni di ulivi, e le casette aggraziate dei 13 villaggi isolani. Ha 120 abitanti concentrati per lo più nella cittadina di Ammos, sulla costa sud. Le spiagge sono tutte di ciottoli accarezzate da un acqua incredibilmente cristallina, pura e fresca, dove i pesci guizzano veloci giocando con i raggi di sole.
L’entroterra di Othonì è favoloso, un piccolo sentiero parte da Ammos, attraversa colline rocciose rivestite di alberi e arriva ad Horiò (nord – est).
La leggenda dice che anche Othonì ha avuto un ruolo nella mitologia omerica, infatti si crede che la grotta della baia di Calypso, un’insenatura sotto il faro più piccolo all’estremo sud dell’isola, sia il luogo in cui Calypso stregò Ulisse e lo tenne prigioniero per tanti anni.
Una delle caratteristiche più ghiotte del folklore locale è la gastronomia: verso l’ora di cena mille profumi si fondono nelle stradicciole dei paesi dell’isola, uscendo dalle taverne e stuzzicando l’acquolina dei visitatori. La cucina è di tipo mediterraneo, genuina e caratterizzata da prodotti salutari, come pesce freschissimo, olio e verdure. I prodotti più rinomati sono il miele, il formaggio e il delizioso yogurt di capra, mentre i piatti da provare sono la Pastitsada e il Sofrito.
Erikoussa
Erikoussa (o Ereikoussa o Ericussa) è un frammento incontaminato di roccia e macchia, in balia delle onde ioniche e della brezza salata. Di forma rotonda con soli 2 km di diametro e circa 90 abitanti, si dice che debba la sua denominazione ai cespugli violacei di erica (“riki” in greco) che si trovano in gran quantità sull’isola e che la rendono riconoscibile tra le diverse località greche. Ad impreziosire le distese di fiori ci sono le chiome argentee degli ulivi, che affondano le loro radici nodose nel sasso duro dell’isola e regalano, da tempi immemorabili, olive succose da cui si ricava un olio pregiato. I pochi abitanti di Erikoussa, in effetti, si dedicano principalmente all’agricoltura, seguita dalla pesca e, negli ultimi anni, da una crescente attività turistica, che fa leva specialmente sulle vedute incontaminate di questo scoglio incantato.
La spiaggia meridionale, dove si trova anche l’abitato di Porto, è una enorme distesa sabbiosa dalle acque poco profonde che attrae gente anche da Corfù. Un suntuoso sentiero porta a nord nel verde e alla spiaggia di Pranghini.
Sostare nelle calette di Erikoussa è un’esperienza unica che coinvolge tutti i sensi: appostandovi su uno scoglio e chiudendo gli occhi potrete ascoltare il fischio del vento e lo sciacquio delle onde, sentire sulla pelle le sferzate della brezza e odorare il profumo fresco della macchia mediterranea, dei fiori selvatici e della resina.
Mathraki
Una interpretazione popolare per il nome dell’isola riferisce che tanti anni fa Mathraki si é incendiata e dall’athrakia (carboni) ha preso il suo nome.
E’ la meno popolata delle Diapontie, con solo 70 abitanti. L’isola è così ricca di verde che a volte si distinguono difficilmente i villaggi e le case. Il piccolo porto di Plàkes ha poco più di una taverna. La spiaggia di Portèlo inizia dove finisce il porto e si estende a sud per 3 km, con sabbia fine e rossastra.
Se decidete di fermarvi a prendere il sole fate attenzione a non piantare ombrelloni, bastoni o scavare nella sabbia, perché è un sito di nidificazione della testuggine, specialmente nel periodo estivo della riproduzione. Nella parte più selvaggia, sulla costa ovest, ci sono alcune calette e un porto abbandonato, accessibili solo via mare o per sentieri attraverso il bosco.
I pochi abitanti che vivono nell’isola si occupano perlopiù di pesca e coltivazione delle olive.
Ricco di cale e tratti rocciosi, con il bianco degli arenili, il turchese dei fondali bassi e il blu cobalto delle acque profonde, il mare di Leucade è a dir poco strepitoso, lascia senza fiato tutta la costa occidentale.L’isola di Lefkada, chiamata anche Lefkas, oppure in italiano Leucade, appartiene all’arcipelago delle isole Ioniche; è la quarta isola per estensione dopo Zante, Cefalonia e Corfù. Lefkada è l’unica isola greca che può essere raggiunta dal continente senza imbarcarsi su un traghetto, in quanto presenta un ponte mobile che permette sia il passaggio delle automobili, sia il passaggio delle imbarcazioni. Un’isola stupenda e a tratti incontaminata; con migliaia di colori impossibili da riprodurre anche con la più sofisticata macchina fotografica, unisce paesaggi aspri e brulli a paesaggi caratterizzati da morbidi e caldi colori.
L’isola principale è circondata da nove piccole isolette. La più famosa delle isolette che circondano Lefkada è sicuramente l’isola di Skorpios; balzata agli onori delle cronache per essere l’unica isola Greca di proprietà di un privato cittadino (la famiglia Onassis) ed è diventata famosa per la notevole vita mondana e per le leggende che circondano questa incantevole isoletta.
Lefkada ha una lunghezza massima di 35km e una larghezza di 30km.
Si estende su una superficie di 300km2 per un buon 70% montagnosa, dominata dal massiccio di Elati che nella parte sudoccidentale dell'isola supera più volte i 1000 metri di altezza. Il terreno si addolcisce sulle coste sudoccidentali e attorno al capoluogo dell'isola dove si concentrano anche la maggior parte degli insediamenti. Il nome deriva dalla mitologia dal celebre capo di Lefkata, un promontorio roccioso e impressionante e dai cui strapiombi candidi si gettò Saffo per una delusione amorosa.
Paxos, dice la tradizione, era un tempo unita a Corfù. Le numerose tempeste provocate da Poseidone ed Eolo causarono il ritiro della terra e da allora Paxos si allontana continuamente verso sud.Secondo un’altra tradizione più romantica, Poseidone, gettando il suo tridente, divise Paxos da Corfù, per creare un angolo tranquillo in cui poter godere il suo amore per Amfitriti. Da allora emblema di Paxos fu il tridente.
Le dimensioni sono quelle di una grande zattera, o piuttosto di una lunga passerella su cui sfilare ammirando il mare:
a una lunghezza di circa 10 km corrispondono appena 2 km di larghezza, che solo in alcuni punti diventano pochi di più. A 8 miglia marine a sud di Corfù, Paxos è un grande oliveto che arriva fino al mare. Il suo attraente paesaggio è disegnato da antichi oliveti, piantati originariamente dai veneziani e che ricoprono l’80 % della sua superficie, muretti di pietre a secco, frantoi abbandonati, mulini e vecchie fattorie. Spiagge di ciottoli sono sparse sulla costa orientale, mentre la parte occidentale è frastagliata con maestose e bianche scogliere punteggiate da insenature e profonde caverne e un mare così trasparente da sembrare irreale.
A soli 15 minuti di percorso via nave si può raggiungere Antipaxoi, un’isoletta con una superficie di 4 km quadrati quasi interamente ricoperti da vigne: gli acini succosi che splendono nel sole accompagnano lo sguardo fino alla costa, lambita da uno dei mari più belli del mondo e dominata da una pace sublime
L’isola del verde e della poesia, con molte bellezze naturali, tra ulivi e mandorli, colline boscose, coste ripide impressionanti e spiagge meravigliose, incanta il visitatore e riesce a rimanere impressa nella sua mente.
Zante (o anche Zacìnto, dal suo nome in greco Ζάκυνθος, Zàkynthos) con una popolazione di quasi 40.000 abitanti, è molto nota perché, quando era ancora sotto dominio veneziano, diede i natali al poeta Ugo Foscolo, il quale dedicò all'isola il suo noto sonetto A Zacinto. È molto nota anche per la Spiaggia del Relitto, una spiaggia accessibile solo via mare, racchiusa tra due alture e con al centro il relitto di un mercantile arrugginito portato lì dal mare.
Ha un territorio vario, con pianure fertili nella parte sudorientale dell'isola e terreno montuoso con scogliere lungo le coste occidentali. L'isola non è stabile economicamente, ripone le proprie ricchezze in agricoltura, allevamento e turismo. L'ambiente naturale dell'isola, caratterizzato tanto da imponenti scogliere a picco sul mare, quanto da ampie e verdi distese pianeggianti, offre al turista l'opportunità di scegliere fra innumerevoli tipologie di spiagge. A Zante si possono visitare baie dalla sabbia finissima, spiagge accessibili solo dal mare, dove trovare pace e relax anche in pieno agosto, ed insenature rocciose ideali per gli amanti dello snorkeling.
Suggestivo, il parco marino di Zante è situato lungo la costa sud, abbracciando il tratto di mare che si estende dal promontorio di Capo Marathia, fino alla spiaggia di Gerakas. Fondato nel 1999, ha come scopo l’effettiva tutela della particolare fauna presente nell’area meridionale dell’isola e della sua integrazione con la società locale. Le più importanti specie animali che si cercano di salvaguardare sono le tartarughe di mare Caretta-Caretta e le foche del Mediterraneo Monachus Monachus.