Isola di Sant'Andrea

isola di Sant'Andrea

Bassa rocciosa e senza vegetazione, l’Isola di Sant'Andrea si mostra nuda, quasi un paesaggio lunare, con al centro il Faro bianco.

Si estende per circa cinque ettari e dista poco più di un miglio dal centro storico della cittadina salentina di Gallipoli. È completamente pianeggiante e la sua altezza massima non supera i tre metri. Questa caratteristica, porta l'isola ad essere spazzata dai marosi in caso di forte vento e la rende poco adatta ad ospitare una ricca vegetazione. Il fatto che l'isolotto sia posto lontano dalla terraferma, anche se non troppo, e soprattutto che sia poco adatto ad essere coltivato ed abitato ha consentito che vi si creasse un ecosistema incontaminato con un patrimonio unico dal punto di vista naturalistico.

In passato l'isola era usata dagli abitanti di Gallipoli per pascolare le greggi, che venivano trasportate tramite imbarcazioni. Ciò era possibile per la presenza di una fonte di acqua dolce a nord dell'isola. L'area, oggi, rappresenta l'unico sito di nidificazione della specie di gabbiano corso. Collocata al centro di un'area marina interessata da habitat particolarmente sensibili, come la prateria di posidonia, l'isola è inoltre tappa dei percorsi migratori dell'avifauna e luogo botanico di elevato valore scientifico, in quanto ospita specie endemiche come lo statice iapigico salentino. Sul versante settentrionale è presente una zona paludosa ricca di giunco che, per evitare che diventasse fonte di malaria, venne collegata al mare con l'apertura di due brevi canali sulla costa. Tutto il fondale che dall’isola va verso ai due scogli del Campo e dei Piccioni, è corallifero, un vero paradiso per i subacquei.

Notevole anche l'importanza archeologica per la presenza di insediamenti risalenti all'Età del Bronzo.
 

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